san Giovanni de Matha Sacerdote

Nel Martirologio Romano, 17 dicembre, n. 8: «A Roma sul monte Celio, san Giovanni de Matha, sacerdote, che, francese di origine, istituì l'Ordine della Santissima Trinità per la liberazione degli schiavi.»

San Giovanni de Matha (Faucon-de-Barcelonnette, 23 giugno 1150; † Roma, 12 dicembre 1213) è stato un presbitero e fondatore francese dell'Ordine della Santissima Trinità.

Biografia

Di nobile nascita, studiò teologia a Parigi e nel 1192 venne ordinato sacerdote.

Durante la sua prima Messa, al momento della consacrazione, ebbe in visione il Cristo Redentore che teneva tra le sue mani due schiavi - l'uno bianco, l'altro di colore - ai quali offriva la libertà redentrice. Ciò accadeva nell'anno 1193. L'evento è stato fissato in un artistico mosaico intorno all'anno 1210, tutt'ora visibile sul portale della casa di san Tommaso in Formis, donata da papa Innocenzo III allo stesso Fondatore.

Da questa divina ispirazione scaturì in lui il desiderio di occuparsi degli schiavi. Per riflettere sulla rivelazione e maturare il suo progetto, fra' Giovanni si ritirò nella solitudine di Cerfroid, dove incontrò Felice de Valois ed altri eremiti. Con il loro aiuto e quello dei Vescovi di Meaux e di Parigi e dell'Abate di san Vittore, elaborò e sperimentò la Regola Trinitaria, che nel 1198 sottomise all'approvazione del papa.

L'attività dell'Ordine

L'Ordine della Santissima Trinità (abito bianco con croce rossa e azzurra sul petto, cappa e cappuccio neri), fu ideato su comunità piccole e agili, con regola austera e niente ambizioni estetiche per le chiese e i riti. La prima attività della comunità è la raccolta di elemosina, fatta da appositi collettori, che per un terzo va al mantenimento dei monaci, per un terzo all'assistenza di malati e pellegrini, e per un terzo al riscatto degli schiavi.

Nel 1199 si ebbe la prima spedizione in Marocco, nella quale i Trinitari visitano mercati, prigioni, luoghi di lavoro, trattarono con autorità e padroni, e liberarono con regolare scrittura di riscatto i primi duecento schiavi; un notaio registrò tutto; questo sarebbe rimasto il modus operandi dell'ordine.

I marsigliesi si commossero vedendo sbarcare quei duecento, con Giovanni che li accompagnò alla cattedrale cantando il salmo In exitu Israel de Aegypto.

Un altro grande santo, san Pietro Nolasco, pochi anni dopo, nel 1218, avrebbe fondato a Barcellona i Mercedari con lo stesso intento, la qual cosa dimostra quanto la problematica della schiavitù fosse sentita in quel periodo.

Nel 1209 l'Ordine aveva 30 case, e 600 verso il 1250, soprattutto in Francia e in Spagna. Agli ex schiavi malati o senza famiglia dava accoglienza nei suoi ospizi.

Tra il 1199 e il 1207 il fondatore si lanciò in un attivismo frenetico, per aumentare i centri di accoglienza, trovare denaro da ricchi e da poveri, moltiplicare le spedizioni di riscatto. Papa Innocenzo gli donò a Roma la chiesa abbaziale di San Tommaso in Formis sul Celio, dove Giovanni creò un altro ospizio. Nel 1209, incontrò San Francesco d'Assisi, a cui diede asilo divenendone amico e ospitandolo più volte quando il santo si recava dell'urbe.

Nell'ospizio romano morì il 17 dicembre del 1213.

La sua memoria liturgica è il 17 dicembre.

Fonte: http://it.cathopedia.org/wiki/San_Giovanni_de_Matha

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