santa Caterina d'Alessandria Martire

Nel Martirologio Romano, 25 novembre, n. 1: «Santa Caterina, secondo la tradizione vergine e martire ad Alessandria, ricolma di acuto ingegno, sapienza e forza d'animo. Il suo corpo è oggetto di pia venerazione nel monastero sul monte Sinai.»

Santa Caterina d'Alessandria (287 ca.; † Alessandria d'Egitto, 304) è stata una vergine e martire di nazionalità incerta forse egiziana, è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa. Il suo simbolo identificativo è una ruota spezzata.

Biografia

Oltre alla incerta data di nascita (287), al fatto che fu sottoposta a martirio ad Alessandria d'Egitto nel 304, della sua vita si sa poco ed è difficile distinguere la realtà storica dalle leggende popolari.

Secondo la tradizione, Caterina è una principessa egiziana che, in occasione dell'insediamento ad Alessandria del governatore Massimino Daia, avvenuto nel 305, venne invitata a palazzo e nel bel mezzo dei festeggiamenti con sacrifici di animali agli dei, Caterina rifiutò i sacrifici e chiese al governatore di riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità.

Martirio

Di fronte alla richiesta della ragazza, il governatore convocò un gruppo di retori affinché la convincessero ad onorare gli dei. Tuttavia, per l'eloquenza di Caterina, non solo non la convertirono, ma essi stessi furono prontamente convertiti al Cristianesimo. Il governatore ordinò la condanna a morte di tutti i retori e dopo l'ennesimo rifiuto di Caterina la condannò a morire anch'essa con il supplizio della ruota dentata. Tuttavia lo strumento di tortura si ruppe e Massimino fu obbligato a far decapitare la santa. Secondo una leggenda posteriore, il suo corpo fu trasportato dagli angeli fino al Sinai, dove ancora oggi l'altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin. In questo luogo, nel VI secolo, l'imperatore Giustiniano fondò il Monastero di Santa Caterina tutt'ora presente.

Celebrazioni

Le scarse notizie sulla sua vita hanno sempre fatto dubitare della reale esistenza di una santa Caterina d'Alessandria d'Egitto. La stessa Chiesa cattolica ha spesso espresso i suoi dubbi, culminati nell'esclusione dal martirologio tra il 1962 e il 2002, nonostante il permesso del Vaticano di festeggiarla ugualmente.

Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto si festeggia il 25 novembre. Negli anni in cui la festa di Santa Caterina cade di domenica, si festeggia Cristo Re.

In Italia è patrona di Abbasanta, Ali (prov. Messina), Bazzini Casanova (comune di Bardi), Brissogne, Castellino di Moncalvo, Collegnago (comune di Fivizzano, Massa Carrara), Comunanza, Deruta, Dorgali, Ferrara di Monte Baldo ,Guastalla, Locri, Mores, Mongrassano(Cosenza) Orciano di Pesaro, Paceco, Rovereto sulla Secchia (comune di Novi di Modena), San Giovanni Ilarione, San Pietro Clarenza (comune di Catania), Santa Caterina dello Ionio, Santa Caterina di Lusiana, Santa Caterina Villarmosa, Santa Caterina (Nardò), Scandiano, Sluderno, Stanghella, Viggianello, Caprioli di Pisciotta (SA) ed è festeggiata anche a Novi Ligure, a Rivoli (fiera di Santa Caterina il lunedì più vicino al 25 novembre), e a Cortemilia (fiera di Santa Caterina il 25 novembre). Santa Caterina è compatrona, con San Michele Arcangelo, di Grammichele (Catania), i festeggiamenti avvengono il 6,7 e 8 maggio giornata conclusiva, è compatrona insieme con San Marco Evangelista anche del comune di Cellino San Marco(Brindisi) dove da secoli si svolge una grande fiera mercato il giorno 25 novembre, conosciuta in tutto il Salento come "la fera te lu cappottu", è una fiera mercato molto grande e dura l'intera giornata fino a sera inoltrata. Santa Caterina è anche patrona dello "studio dei legisti" (la moderna Giurisprudenza) dell'Università di Padova e dell'Università di Siena.

La sua è vissuta come la festa dei giovani. In Francia è patrona degli studenti di teologia protettrice delle apprendiste sarte. Da Caterina di Alessandria deriva il termine francese catherinette (caterinetta) che in origine indicava una giovane donna da marito. La tradizione torinese, invece, indicava con il termine "caterinette" le giovani sartine e le modiste che svolgevano il loro apprendistato negli atelier di confezioni della città, e che assai sovente diventavano oggetto dei corteggiamenti da parte degli studenti universitari.

Iconografia

Santa Caterina d'Alessandria viene rappresentata con la corona in testa e vestita di abiti regali per sottolineare la sua origine principesca. La palma che tiene in mano indica il martirio. Il libro ricorda la sua sapienza e la sua funzione di protettrice degli studi e di alcune categorie sociali dedite all'insegnamento (insegnanti e Ordini religiosi come i Domenicani e gli Agostiniani). Infine viene rappresentata con una spada, l'arma che le tolse la vita, e la ruota spezzata, lo strumento del martirio, elemento che lega la santa a numerose categorie di arti e mestieri che hanno a che fare con la ruota. Forse è questo l'elemento che unisce santa Caterina ai ceramisti, di cui è protettrice.

Cristianizzazione della Ipazia storica

I molti elementi in comune tra la leggenda di Caterina e la vita della matematica Ipazia, filosofa pagana uccisa barbaramente a Dioun nel 415 d.C. da un gruppo di «parabalanoi» (barellieri), guidati da un certo Pietro, cristiani in forte odore di eresia novazianista[1], fanno però pensare che la figura di Caterina sia una trasposizione della Ipazia storica.

Fonte: http://it.cathopedia.org/wiki/Santa_Caterina_d'Alessandria

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