sant'Augusta di Serravalle Vergine e martire

Sant'Augusta di Serravalle (Piai, 410 - Serravalle di Vittorio Veneto, ...) fu una santa vissuta nella prima metà del V secolo. Insieme a san Tiziano, è patrona di Vittorio Veneto.

Leggenda agiografica

La storia di Sant'Augusta è in gran parte ignota. La fonte più approfondita al riguardo è una Vita di Santa Augusta edito nel 1581 da Minuccio Minucci, protonotario apostolico e segretario di papa Clemente VII, e inviata nelle stamperie di Colonia per essere inserita nel De probatis sanctorum historiis di Lorenzo Surio. È ovvio che questo testo si basa su racconti e tradizioni precedenti.

Nel 352 il re visigoto Alarico era sceso in Italia e, occupate le Venezie, vi aveva posto a capo alcuni suoi vassalli. Tra questi vi era Matruccio che si era stabilito in un fortilizio sul monte Marcantone, presso l'attuale Serravalle. Il barbaro, avido di potere, estese presto i suoi territori verso il Friuli e non tardò ad autoproclamarsi re, distinguendosi però come un sovrano mite e generoso, in particolare nei confronti dei cristiani.
Verso il 410 la moglie di Matruccio restò incinta, ma sin dall'inizio la sua gravidanza si dimostrò assai difficile. La donna fu per questo trasferita nel castello di un fedelissimo del re, presso l'attuale Piai di Fregona, dove non le manò alcun agio. Tuttavia ciò non bastò a salvarla e la donna morì dando alla luce una bambina. Matrucco, disperato, riversò su di lei tutto il suo amore e le diede il nome di Augusta in segno di buon auspicio.

Nonostante Matruccio fosse pagano, Augusta ricevette il battesimo da un messo papale che viveva non lontano dal castello di Serravalle. La giovane mise subito in pratica gli insegnamenti evangelici, consolando e aiutando per quanto possibile i cristiani perseguitati e partecipando alle preghiere. Le si attribuirono anche alcuni episodi miracolosi.

Venuto a conoscenza di ciò, Matruccio la spronò a dare di più e lei in risposta si concentrò ancor più assiduamente sulla propria fede. Fu imprigionata per un periodo e, non avendo ancora cambiato idea, gli avversari del padre le fecero strappare due denti e la rinchiusero di nuovo. Per molto tempo fu alternativamente imprigionata e torturata ed alla fine decisero di mandarla al rogo. Tuttavia lei ne uscì miracolosamente illesa e allora fu legata una ruota e scaraventata da una collina. Ma alla fine Augusta non risultò nemmeno ferita, sicché la fecero infine decapitare.

In seguito, Matruccio sterminò i suoi avversari ma continuò a rimproverarsi di non esser riuscito a salvare sua figlia. Infine abbandonò Serravalle per cercare un po' di pace nella natia Germania.

Il culto

La storia del culto di Sant'Augusta si perde nel tempo, in quanto le fonti archivistiche sono andate in gran parte perdute. Si sa che il monte Marcantone, luogo del martirio, era denominato mons S.te Auguste già nel 1234. La santa viene citata anche negli statuti di Serravalle del 1360 come patrona venerata sin dai tempi più antichi.

Il culto di santa Augusta è però stato ufficializzato solo il 22 maggio 1754 grazie ad un decreto di papa Benedetto XIV emesso su richiesta del vescovo Lorenzo Da Ponte.

Santa Augusta è ricordata due volte nel calendario: il 27 marzo si ricorda il ritrovamento, durante il restauro del santuario nel 1450, delle sue reliquie; l'altro onomastico è il 22 agosto e per l'occasione a Vittorio Veneto si organizza una fiera.

Le spoglie della santa si trovano sul santuario posto sul monte Marcantone (oggi più noto come monte di Santa Augusta) a cui si accede tramite un sentiero. Sulla salita si affacciano sette cappelle secentesche e in passato vi transitavano frequenti processioni e pellegrinaggi.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Augusta_di_Serravalle

sant'Augusta di Serravalle