Natale del Signore  

Nel Martirologio Romano, 25 dicembre: «Trascorsi molti secoli dalla creazione del mondo, quando in principio Dio creò il cielo e la terra e plasmò l'uomo a sua immagine; e molti secoli da quando, dopo il diluvio, l'Altissimo aveva fatto risplendere tra le nubi l'arcobaleno, segno di alleanza e di pace; ventuno secoli dopo che Abramo, nostro Padre nella fede, migrò dalla terra di Ur dei Caldei; tredici secoli dopo l'uscita del popolo d'Israele dall'Egitto sotto la guida di Mosè; circa mille anni dopo l'unzione regale di Davide; nella sessantacinquesima settimana secondo la profezia di Daniele; all'epoca della centonovantaquattresima Olimpiade; nell'anno settecentocinquantadue dalla fondazione di Roma; nel quarantaduesimo anno dell'impero di Cesare Ottaviano Augusto, mentre su tutta la terra regnava la pace, Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell'eterno Padre, volendo santificare il mondo con la sua piissima venuta, concepito per opera dello Spirito Santo, trascorsi nove mesi, nasce in Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria, fatto uomo: Natale di nostro Signore Gesù Cristo secondo la carne.»

Il Natale è la festa cristiana che celebra la nascita di Gesù Cristo. è chiamato anche Natale di Gesù o Natività del Signore e talvolta preceduto dall'aggettivo Santo (spesso abbreviato in S.).

La maggior parte delle Chiese Cristiane lo festeggia il 25 dicembre. Molte Chiese Ortodosse e la Chiesa Copta per la liturgia seguono ancora il calendario giuliano, e il loro 25 dicembre cade attualmente il 7 gennaio del nostro calendario gregoriano.

Il termine italiano Natale deriva dal latino Natalis che significa "natalizio", "relativo alla nascita".

Nel calendario romano si festeggiava il dies natalis degli imperatori, di particolari eventi importanti, come il Natalis Romae (il 21 aprile a commemorare la fondazione dell'Urbe), ed anche delle divinità; particolarmente significativa era il Dies Natalis Solis Invicti la festa dedicata al nascita del Sole, istituita da Aureliano nel 274 e posta anch'essa il 25 dicembre, forse in concorrenza con il Natale cristiano (la prima attestazione cristiana del Natale al 25 dicembre è del 204, ad opera di Ippolito di Roma; vedi alla sezione storica).

I primi cristiani non festeggiavano il compleanno, perché la ritenevano un pratica pagana; dei martiri veniva festeggiato quale dies natalis il giorno del loro martirio, cioè il giorno della loro nascita alla vita eterna.

Il significato cristiano del Natale

La nascita di Gesù

La festa del Natale è la celebrazione della nascita di Gesù. Secondo i Vangeli, egli nacque da Maria Vergine a Betlemme, dove lei e suo marito Giuseppe si recarono per partecipare al censimento della popolazione organizzato dai Romani.

La nascita o natività di Cristo è stata preceduta da diverse profezie bibliche secondo cui il Messia sarebbe nato dalla casa di Davide per redimere il mondo dal peccato.

Liturgia cristiana

Secondo il calendario liturgico cristiano è una solennità di livello pari all' Epifania, Ascensione e Pentecoste ed inferiore alla Pasqua (la festività più importante in assoluto) e certamente la più popolarmente sentita, soprattutto a partire dagli ultimi due secoli, da quando cioè è diventata la festa in cui ci si scambia i regali e più si sta insieme in famiglia.

Nella Chiesa latina il giorno di Natale è caratterizzato da quattro messe: la vespertina della vigilia, ad noctem (cioè la messa di mezzanotte), in aurora, in die (nel giorno).

Come tutte le solennità, ha una durata maggiore rispetto agli altri giorni del calendario liturgico, infatti, le solennità si fanno iniziare ai vespri del giorno prima - se esso non ha la precedenza stabilita dalle apposite norme - facendo così saltare i vespri propri del giorno precedente.

Il tempo litugico del Natale si conta a partire dai primi vespri del 24 dicembre, per terminare con la domenica del Battesimo di Gesù, mentre il periodo precedente al Natale comprende le quattro settimane d'Avvento.

Storia delle celebrazioni del Natale

I primi secoli del cristianesimo

Il Natale non è presente tra i primi elenchi di festività cristiane ad oggi noti: quelli di Sant'Ireneo e Tertulliano.

Le chiese cristiane celebravano piuttosto la festa dell'Epifania (dal greco epiphàneja: manifestazione, comparsa, apparizione, nascita), che commemora la visita dei Magi a Gesù.

Il processo attraverso il quale il 25 dicembre divenne la ricorrenza della nascita di Gesù per tutta la cristianità, incominciò solo nel III secolo e durò fino al successivo e differì temporalmente secondo le diocesi.

Celebrazioni in Alessandria d'Egitto

Le prime evidenze di una celebrazione provengono da Alessandria d'Egitto, circa nel 200 d.C., quando Clemente di Alessandria disse che certi teologi egiziani, "molto curiosi", definirono non solo l'anno, ma anche il giorno della nascita di Gesù il 25 Pachon, corrispondente al 20 maggio del ventottesimo anno di Augusto ma fecero questo non perché ritenessero che il Cristo fosse nato quel giorno ma solo perché quel mese era il nono del loro calendario Altri scelsero le date del 24 o 25 Pharmuthi (19 o 20 aprile).

Un testo del 243, De paschae computus, attribuito a Cipriano ma probabilmente apocrifo, dichiara che la nascita di Cristo fu il 28 marzo perché fu in quel giorno che il sole fu creato.

Clemente dichiara anche che i Balisilidiani celebravano l'Epifania e con essa, probabilmente, anche la nascita di Gesù, il 15 l'11 Tybi (10 o 6 gennaio).

In un qualche momento la doppia commemorazione di Epifania e Natività deve essere diventata comune, sia perché l'apparizione dei pastori era considerata una delle manifestazioni della gloria di Cristo, sia forse a causa di una discrepanza del vangelo di Luca 3,22 presente in vari codici, tra cui il codice Bezae, in cui le parole di Dio sono rese houios mou ho agapetos, ego semeron gegenneka se ("tu sei il mio figlio prediletto, in questo giorno ti ho generato") al posto di en soi eudokesa ("in te mi sono compiaciuto").

Abraham Ecchelensis (1600-1664) riferisce della presenza di un dies Nativitatis et Epiphaniae da una costituzione della chiesa di Alessandria al tempo del Concilio di Nicea.

San Giovanni Cassiano (360-435) scrive tra il 418 ed il 427 che i monasteri egiziani ancora osservano gli antichi costumi.

Il 29 Choiak (25 dicembre) e 1 gennaio 433 Paolo di Emesa predica presso Cirillo di Alessandria, e i suoi sermoni mostrano che la celebrazione del Natale il mese di dicembre era già fermamente stabilita, ed i calendari provano la sua permanenza; per cui la festa si era diffusa in Egitto tra il 427 ed il 433.

Celebrazioni a Cipro, Armenia e Turchia

A Cipro, alla fine del IV secolo, Epifanio dichiara contro gli Alogi che Cristo era nato il 6 gennaio ed era stato battezzato l'8 novembre.

Efrem Siro (i cui inni si riferiscono all'Epifania e non al Natale) prova che la Mesopotamia ancora festeggiava la nascita tredici giorni dopo il solstizio d'inverno, ovvero il 6 gennaio.

Contemporaneamente in Armenia la data di dicembre era ignorata, e tuttora gli Armeni celebrano il Natale il 6 gennaio.

In Turchia, i sermoni di san Gregorio di Nissa su San Basile (morto prima del 1 gennaio 379) e i due seguenti durante la festa di Santo Stefano, provano che nel 380 il Natale era già celebrato il 25 dicembre.

Nel V secolo Asterio di Amaseia e Anfilochio di Iconio, contemporani di Basile e Gregorio, mostrano che nelle loro diocesi le feste dell'Epifania e del Natale erano separate.

Celebrazioni a Gerusalemme

Nel 385 Egeria scrive di essere rimasta profondamente impressionata dalla festa della Natività di Gerusalemme, che aveva aspetti prettamente natalizi; il vescovo si recava di notte a Betlemme, tornando a Gerusalemme il giorno della celebrazione. La presentazione di Gesù al tempio era celebrata quattordici giorni dopo. Ma questo calcolo inizia dal 6 gennaio, e la festa continuava per gli otto giorni dopo quella data; successivamente menziona solo le due feste maggiori dell'Epifania e della Pasqua. Per cui il 25 dicembre nel 385 non era osservato a Gerusalemme.

Giovanni di Nikiu (circa nel 900) per convincere gli armeni ad osservare la data del 25 dicembre fa notizia di una corrispondenza tra san Cirillo di Gerusalemme e papa Giulio I in cui Cirillo dichiara che il suo clero non può, nella singola festa della nascita e del battesimo, effettuare una doppia processione tra Betlemme ed il Giordano e chiede a Giulio di stabilire la vera data della Natività dai documenti del censimento portati a Roma da Tito; Giulio stabilisce il 25 dicembre.

In un altro documento si riferisce che Giulio scrisse a Giovenale di Gerusalemme (circa 425-458), aggiungendo che Gregorio Nazianzeno a Costantinopoli era stato criticato per aver dimezzato le festività, ma Giulio morì nel 352 e la testimonianza di Egeria rende questi ultimi due documenti di origine dubbia.

San Girolamo, scrivendo nel 411, rimprovera ai palestinesi di mantenere la celebrazione della nascita di Cristo nella festa della Manifestazione.

Cosmas Indicopleustes suggerisce che anche alla metà del sesto secolo la chiesa di Gerusalemme riteneva, basandosi sul passo evangelico di Luca, che il giorno del battesimo fosse il giorno della nascita di Gesù in quanto essere divino. La commemorazione di Davide e Giacomo l'Apostolo si svolgeva il 25 dicembre.

Il 25 dicembre 432 Paolo di Emesa pronunciava a Cirillo di Alessandria un discorso sul Natale.

Celebrazioni ad Antiochia

Ad Antiochia, dopo una lunga resistenza, la festa del 25 dicembre venne accolta nel 386 grazie all'opera di san Giovanni Cristostomo.

Durante la festa di San Philogonius del 386 San Giovanni Cristostomo predicò un importante sermone: in reazione ad alcuni riti e feste ebraiche invitò la chiesa di Antiochia a celebrare la nascita di Cristo il 25 dicembre quando già parte della comunità la celebrava in quel giorno da almeno dieci anni; dichiarò che in occidente la festa era già celebrata e che egli desiderava introdurla, che questa era osservata dalla Tracia a Cadice e che la sua miracolosamente rapida diffusione era un segno della sua genuinità.

Per giustificare la decisione interpretò gli episodi evangelici dicendo che il sacerdote Zaccaria entrò nel Tempio ricevendo l'annuncio del concepimento di Giovanni Battista in settembre; il vangelo data quindi il concepimento di Gesù dopo sei mesi, ovvero in marzo, per cui la nascita sarebbe avvenuta in dicembre.

Infine Cristostomo dichiarò di sapere che i rapporti del censimento della Sacra Famiglia erano ancora a Roma e quindi Roma doveva aver celebrato il Natale il 25 dicembre per un tempo abbastanza lungo da consentire a Cristostomo di riportare con certezza la tradizione romana. Il riferimento agli archivi romani è antico almeno quanto Giustino Martire e Tertulliano. Papa Giulio I, nella falsificazione cirillina citata in precedenza, afferma di aver calcolato la data basandosi su Flavio Giuseppe, sulla base della stessa considerazione non provata riguardante Zaccaria.

Celebrazioni a Costantinopoli

Nel 379/380 Gregorio Nazianzeno si fa iniziatore (in lingua greca: exarchos) presso la chiesa di Costantinopoli della nuova festa, proposta in tre sue omelie predicate in tre giorni successivi nella cappella privata chiamata Anastasia; dopo il suo esilio nel 381, la festa scomparve.

Secondo Giovanni di Nikiu, Onorio, presente durante una delle sue visite, si accordò con Arcadio perché fosse osservata la festa nella stessa data di Roma. Kellner colloca questa visita nel 395; Baumstark tra il 398 e il 402; l'ultima data si basa su una lettera di Giacomo di Edessa citata da George di Beeltân, che dichiara che il Natale fu portato a Costantinopoli da Arcadio e Cristostomo dall'Italia dove secondo la tradizione si era tenuta fin dai tempi apostolici. Cristostomo fu vescovo tra il 398 e il 402, e quindi la festa sarebbe stata introdotta in questo periodo da Cristostomo vescovo allo stesso modo in cui era stata introdotta ad Antiochia da Cristostomo presbitero; però Lübeck prova che le evidenze su cui si basa la tesi di Baumstark non sono valide.

Poco accreditata, è la tesi di Erbes' che la festa sia stata introdotta da Costantino I tra il 330 e il 335; esattamente nel 330 secondo l'opinione di alcuni storici, e probabilmente consigliato della madre Elena e dai vescovi del Concilio di Nicea}.

Celebrazioni a Roma

Riguardo alla chiesa di Roma, la più antica fonte sulla celebrazione del Natale è il calendario filocaliano compilato nel 354, che contiene importanti tre date:

  • Nel calendario civile il 25 dicembre è indicato come Natalis Invicti.
  • Nella Depositio Martyrum, una lista di martiri romani o di altra origine universalmente venerati, il 25 dicembre è indicato come VIII kal. ian. natus Christus in Betleem Iudeae.
  • In corrispondenza del 22 febbraio, VIII kal. mart. è menzionata la cattedra di San Pietro.

Nella lista dei consoli sono indicati i giorni di nascita e di morte di Cristo e le date di ingresso a Roma e di martirio di San Pietro e Paolo.

Una citazione significativa è:

(LA)

«Chr. Caesare et Paulo sat. XIII. hoc. cons. Dns. ihs. XPC natus est VIII Kal. ian. d. ven. luna XV»

(IT)

«durante il consolato di Cesare (Augusto) e Paolo nostro signore Gesù Cristo nacque otto giorni prima delle calende di Gennaio [ovvero il 25 dicembre ] un venerdì, il quattordicesimo giorno della Luna»

Queste indicazioni però sembrano scorrette e possono essere delle successive aggiunte al testo, per cui anche se la Depositio Martyrum è datata al 336 è probabile che questa indicazione debba essere datata al 354, anche se la presenza in un calendario ufficiale lascia supporre che siano esistite delle celebrazioni popolari precedenti.

Sul finire del IV secolo la festività passò a Milano e per poi diffondersi nella altre diocesi del nord: Torino, Ravenna, ecc.

Data di nascita di Gesù

La data di nascita di Gesù non è esplicitamente riportata né dai Vangeli, le principali fonti storiche su Gesù, né dalle altre fonti extra-cristiane. Dato che i Vangeli la collocano negli ultimi anni del re Erode il Grande, vi è sostanziale accordo tra quasi tutti gli studiosi nel collocare la nascita di Gesù tra il 7-6 a.C. Secondo la maggior parte degli storici infatti Erode è morto nel 4 a.C., anche se vi sono state proposte di altre date.

La datazione tradizionale all'anno 1 a.C., il cui anno successivo è il primo del calendario giuliano-gregoriano risale al monaco Dionigi il Piccolo nel VI secolo. Questa datazione si discosta comunque solo di uno o due anni dalla datazione fornita dai Padri della Chiesa sin dal II-III secolo.

L'istituzione della festa liturgica del Natale, come ricorrenza della nascita di Gesù, e la sua collocazione al 25 dicembre è tardiva (IV secolo).

Il Natale oggi

Usi e costumi antichi e moderni

Nell'attuale ricorrenza in occidente si festeggia il Natale con lo scambio di doni, con dei banchetti, si addobba l'albero di Natale, si prepara il presepe (introdotto da Francesco d'Assisi).

Nel folklore

Il Natale è in gran parte caratterizzato dallo scambio di doni all'interno della famiglia. Spesso si sostiene che i regali siano portati da Babbo Natale o da altre figure tradizionali; una volta era più diffusa l'immagine di Gesù Bambino. In gran parte del mondo occidentale, nonostante l'influenza secolarizzante dei media, le tradizioni locali del Natale sono ancora vive. Fra le usanze popolari legate alla ricorrenza, le più diffuse sono il presepe e l'albero di Natale.

Nei paesi prevalentemente cristiani, il Natale è diventata la festa "economicamente" più importante dell'anno; è anche celebrata come vacanza non religiosa in molti Paesi con piccole comunità cristiane.

Fonte: http://it.cathopedia.org/wiki/Natale

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