JHWH  

Secondo la tradizione ebraica, il tetragramma (parola di quattro consonanti) che rappresenta il nome proprio di Dio. Esso non veniva e non viene pronunciato in base al comandamento "Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio" (Dt 20,7). Gli ebrei nella lettura liturgica della Bibbia lo leggono Adonaj (mio Signore) e al di fuori del culto ha-Shem (il Nome). Nella traduzione della Bibbia in greco dei Settanta JHWH è reso con Kyrios (Signore); nelle traduzioni moderne viene tradotto Signore nelle versioni cattoliche ed Eterno in quelle protestanti. L'esatta pronuncia di JHWH non è conosciuta. La sua lettura vocalizzata con "a" ed "e" (Jahweh) è sconsigliata in quanto irrispettosa e, comunque, offensiva per la fede ebraica. Del tutto infondata è la vocalizzazione con "e", "o", "a", da cui Jehowa o Geova.
Il tetragramma ricorre nella Bibbia 5372 volte ed è l'appellativo più usato per Dio. Dal punto di vista grammaticale corrispondeva alla terza persona singolare dell'imperfetto del verbo essere: "egli c'è", "egli esiste"; secondo l'interpretazione più accreditata "Dio che è con noi".