Guaritori  

I santi guaritori erano invocati contro le malattie contagiose. I più importanti sono: Anna, madre di maria, Lazzaro il mendicante della parabola (Lc 16, 20), → Antonio abate, → Carlo Borromeo, → Cristoforo, → Cosma e Damiano, Pirmino di Reichenau (vescovo missionario itinerante in Francia e Germania della prima metà dell'VIII secolo, fondatore del convento di Reichenau; famoso il manuale per missionari intitolato Dicta Pirmini), → Rocco, Rosalia (le sue reliquie vennero rinvenute a Palermo nel 1624, anno di una terribile pestilenza), → Sebastiano e le vergini del seguito di → Orsola: Einbetta, Vilbetta e Vorbetta.
La credenza che questi santi proteggessero dalle malattie contagiose nasceva dall'attribuzione della causa delle epidemie, a quei tempi difficili da spiegare, a frecce scagliate dagli angeli come punizione, che i santi sarebbero stati in grado di respingere. Soltanto nel XVII secolo, Con Athanasius Kilcher (→ Ignazio di Loyola), si cominciò a capire che il contagio era dovuto all'azione di microrganismi.

Nell'arte

Dal XIV al XVII secolo, epoca in cui l'Europa fu flagellata da grandi epidemie, furono eseguite innumerevoli raffigurazioni dei santi guaritori per favorirne la devozione, la venerazione e l'invocazione. I loro attributi sono una o più frecce (→ Cosma e Damiano, Sebastiano) o un bubbone (→ Rocco). Si tratta di statue (Pedro da Mena in una nicchia della chiesa di San Nicolás a Bilbao, 1756: il Lazzaro della parabola, con due cani e sonaglio degli appestati), dipinti (Bicci di Lorenzo, tavola raffigurante san Nicola da Tolentino che allontana da Empoli le frecce della peste inviate da Dio; XV sec., Empoli, Collegiata) e di molte opere grafiche (i cosiddetti Pestblätter). La causa della malattia è talvolta individuata in Dio (lancia le frecce sui moribondi: pala d'altare del 1495 ca. nella cappella di San Sebastiano nella chiesa di Öttingen, Nordlingen) o nella Trinità. Per propiziare la fine delle epidemie, si facevano voti di costruire chiese alla Trinità, oppure si innalzavano colonne dedicate alla Trinità (chiesa di Johann Michael Prunner a StadlPaura, Austria, 1714-25).

Fonte: Louis Goosen / Dizionario dei santi: storia, letteratura, arte e musica / Bruno Mondadori / 2000