Confessori  

Nella liturgia della Chiesa cattolica sono chiamati confessori quei santi che, diversamente dai → martiri, sono deceduti di morte naturale. Il termine risale alla distinzione propria del cristianesimo antico tra martiri, uccisi durante una persecuzione, e i confessores, sottoposti a sofferenze e torture, ma sopravvissuti. Il concetto e la definizione si ritrovano per la prima volta negli scritti del 200 ca. di Tertulliano. Nel terzo secolo i confessori costituivano in ogni comunità un gruppo considerevole. Per loro intercessione spesso le pene comminate ai peccatori venivano addolcite. Per questo motivo crebbe la stima e il rispetto nei loro confronti, e non di rado il loro influsso fu così considerevole da offuscare il prestigio dei capi della Chiesa (→ Cipriano). In seguito alle persecuzioni subite, anche importanti vescovi come Silvestro di Roma (→ Elena e Costantino) o → Martino di Tours furono annoverati tra i confessores. A partire dal V e VI secolo alcuni passi della liturgia ricordano i confessori e rendono loro omaggio; dal Medioevo in poi (→ Edoardo) il titolo veniva concesso durante le canonizzazioni. È comunque rilevante che in Occidente il titolo di confessore venisse attribuito solamente agli uomini e non alle donne.
Nella Chiesa bizantina si conoscono i dikaioi, ossia i giusti: uomini e donne di appartenenza laica che in qualche maniera, senza essere martiri, né asceti o vescovi si sono distinti come cristiani. Tra questi, i più importanti sono → Elena e Costantino, il misericordioso prefetto Fileto di Lidia, il generale di Costantinopoli Eudochino (VIII sec.; quest'ultimo fu il difensore del culto delle immagini nella lotta iconoclasta; → Giovanni Damasceno), il muratore Eulogio, lo imperatrici Pulcheria (prima metà dell'VIII sec.).
I confessori non hanno uno specifico simbolo distintivo: il libro (maestro di vita) che spesso portano con loro compare anche nel caso degli apostoli, delle vergini e dei martiri. Ma spesso i confessori erano vescovi, e in questo caso sono riconoscibili dalla veste (→ chierici): Vedasio di Arras (1500 ca.), Anfried di Utrecht (1000 ca.) o il protettore dei poveri Tommaso di Villanova (1540 ca.) che non di rado appare accompagnato dalla figura di un mendicante ai suoi piedi. Altri confessori sono contraddistinti da oggetti particolari che rimandano direttamente alla loro biografia.

Fonte: Dizionario dei santi - Storia, letteratura, arte e musica - autore: Louis Goosen - editore: Bruno Mondadori - 2000