Apocrisario  

Ministro cui veniva affidato l'onorevole incarico di portare le ambasciate, d'intimare gli ordini e di trasmettere le risposte dei principi e degI'imperatori. La parola deriva dal greco, e significa appunto un messo, inviato, deputato. Egli esercitava presso le corti cattoliche l'ufficio de'nunzii ordinani, ed era per lo più un diacono, che talvolta assumeva il carattere di legato. Un tal nome però si dava principalmente ai deputati del Sommo Pontefice, i quali avevano la loro sede in Costantinopoli, e dovevano notificare all'imperatore gli ordini del supremo Gerarca, cui trasmettevano poi le risposte. Questa carica fu abrogata in quella città quando l'eresia degl'iconoclasti cominciò ad infestare la Chiesa. La loro origine rimonta al Pontificato di s. Leone I, creato l'anno 440. Al tempo di Carlo Magno si chiamava Apocrisario il grande limosiniere di Francia; e nei monisteri così si chiamava colui che doveva custodire il tesoro. I latini chiamavano responsales coloro, ai quali era accordato questo officio, che fu commesso anche a san Gregorio Magno e ad altri , innalzati poscia alla dignità del supremo Pontificato. Gli Apocrisarii entravano nella gerarchia dopo il vescovo, ed allorchè la facevano da legati, precedevano anche i patriarchi.