Agnosticismo  

L'atteggiamento di chi intende non pronunciarsi su problemi che non rientrano nel campo dei dati dell'esperienza; il termine nacque nell'ambito del positivismo. Pur senza negare l'esistenza di Dio, l'agnosticismo sostiene che non si può né conoscerlo né dimostrare che esiste. Sostenuto nella forma più rigida da Th. Huxley nel 1869, è posizione condivisa da tutti coloro che, anche in precedenza, non hanno riconosciuto alla ragione la possibilità di giungere a Dio: I. Kant, per il quale Dio, sottratto alla conoscenza teorica, è un postulato della ragion pratica; F. Schleiermacher, che fonda la religione sul solo sentimento, e G. Jung, che vede Dio come un prodotto delle profondità inconsce dell'io.
Nel concilio Vaticano I la Chiesa cattolica insegna che Dio "può essere conosciuto con certezza mediante la luce naturale della ragione umana a partire dalle cose create". Questo insegnamento considera l'intelligenza umana come legittimamente aperta al trascendente e in grado di incontrarlo nella sua ricerca di verità.